Narcolessia: cause, sintomi e soluzioni

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Cos’è la narcolessia: come riconoscerne i sintomi e trovare le soluzioni

donna con vestito pesca appoggiata a terra su un fiancoLa narcolessia, anche conosciuta come malattia del sonno, è una malattia neurologica che causa ipersonnia, una patologia che raggruppa numerosi disturbi del sonno caratterizzati da attacchi di sonno e una continua sonnolenza diurna.

Chi soffre di narcolessia può essere vittima di improvvisi attacchi di sonno durante la giornata. Solitamente un narcolettico si addormenta nei momenti più ripetitivi e calmi della giornata, come ad esempio dopo il pranzo. Può capitare, però, che si addormenti anche nei momenti più attivi e coinvolgenti, mentre sta mangiando o parlando.

La narcolessia può iniziare a manifestarsi durante l’adolescenza, a partire dai 15 anni, ma non viene diagnosticata fino all’età adulta, spesso perché scambiata per la mancanza di voglia di dormire che caratterizza la fase adolescenziale.

Cause della narcolessia: cos’è l’ipocretina e a cosa serve?

Le cause della narcolessia sono ancora oggi sconosciute; tuttavia, nel corso degli anni, si è ripresentata una caratteristica: i livelli bassi dell’ipocretina anche detta orexina.

L’ipocretina è una proteina del cervello utile a regolare le fasi del sonno. Se presente in quantità ridotta le fasi del sonno che precedono la fase REM non vengono completate ed il paziente passa direttamente alla fase di sonno profondo.

Nonostante la scarsa presenza di ipocretina sia la causa più sospetta della narcolessia, alcuni individui colpiti dalla malattia hanno livelli normali di orexina.

Secondo alcuni sondaggi, esiste una possibilità che la narcolessia risulti legata all’ereditarietà. Due pazienti su cento, infatti, hanno un parente stretto che soffre della stessa malattia.

Sintomi della narcolessia

I sintomi della narcolessia sono i seguenti:

  • Improvvisi ed eccessivi attacchi di sonnolenza durante il giorno
  • Cataplessia: perdita del controllo dei muscoli
  • Paralisi del sonno
  • Allucinazioni ipnagogiche
  • Comportamento ripetitivo
  • Insonnia: disturbo del sonno notturno

I primi quattro sintomi risultano essere i principali che caratterizzano la narcolessia, tuttavia quello sviluppato in tutti i pazienti è l’eccessiva sonnolenza diurna.

Può capitare di avere un periodo in cui ci si sente maggiormente stanchi e poco riposati ma bisogna prestare attenzione alla durata del periodo. Se questo supera i tre mesi e persiste in momenti attivi della giornata, come per esempio durante la consumazione del pasto o mentre si sta parlando, bisogna insospettirsi ed iniziare a prendere provvedimenti parlandone con il proprio medico.

Un approfondimento della cataplessia

La cataplessia è l’improvvisa perdita di controllo dei muscoli del corpo restando comunque coscienti. Circa 7 pazienti su 10 avvertono una mancanza di forze e riscontrano le seguenti espressioni:

  • Ciondolio della testa
  • Vista offuscata
  • Difficoltà a parlare correttamente
  • Cedimento di gambe
  • Perdita della sensazione di tatto
  • Caduta

La durata di questi eventi oscilla da qualche secondo a qualche minuto e possono ripresentarsi più volte nel corso della giornata. Spesso sono preceduti da forti emozioni come rabbia, sorpresa o euforia. Questo porta a non escludere un possibile legame fra lo stato emotivo e la cataplessia.

Esami diagnostici e palliativi per la narcolessia

Purtroppo non esiste una soluzione al problema della narcolessia, tuttavia è possibile ridurne i sintomi più severi.

Prima di tutto è importante accertarsi di soffrire di questa malattia. Per farlo esistono tre principali esami:

  • Polisonnografia: durante l’esame vengono registrate le attività celebrali, muscolari e oculari del paziente durante il sonno. Serve per analizzare correttamente le fasi del sonno sia REM che non.
  • Latenza multipla del sonno: serve a misurare il tempo che passa da quando il paziente chiude gli occhi a quanto raggiunge la prima fase del sonno – durante il giorno.
  • Scala di Epworth: è un test che pone diverse domande al paziente e, in base al punteggio totalizzato, la patologia rilevata corrisponde o meno alla narcolessia.

Una volta accertata, la narcolessia non può essere curata ma esistono varie abitudini che possono aiutare la vita dei pazienti narcolettici.

Prima di tutto è importante cercare di avere una routine del sonno il più regolare possibile. Per farlo la cosa migliorare è impostare un orario sempre uguale per andare a letto e dormire circa 8 ore a notte.

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Altre buone abitudini per aiutarti a dormire bene e ridurre la sonnolenza diurna, sono quelle di evitare pasti pesanti, bevande alcoliche, fare esercizio fisico in modo regolare (anche solo 30 minuti al giorno possono aiutarti) e dormire su un buon materasso che ti aiuti a prendere sonno velocemente e farti sentire fresco e riposato la mattina dopo.

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Le buone abitudini possono essere accompagnate da un trattamento farmacologico sia per quanto riguarda la sonnolenza che la cataplessia. Parlane con il tuo medico per saperne di più.