Ansia da rientro: tornare al lavoro dopo le ferie

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Ansia da rientro: tornare al lavoro dopo le ferie

uomo che lavora seduto in ufficioDopo un anno passato dietro ad una scrivania tra documenti e appuntamenti, finalmente arrivano le tanto desiderate vacanze. Le ferie, oltre ad essere il periodo dell’anno più atteso, permettono anche di staccare la spina dalla routine e dalle varie preoccupazioni che attanagliano le giornate. Tuttavia, accade spesso che un pensiero si faccia strada nella mente quando ancora si è in vacanza e le “preoccupazioni” dovrebbero essere soltanto divertimento e relax: l’ansia da rientro. L’idea di dover ritornare alla vita di tutti i giorni rattrista e può portare anche molto stress, pensando a tutto quello che ci aspetta una volta rientrati.

Ansia da rientro, cos’è

Può sembrare una banalità e un aspetto a cui non dare troppo peso, ma l’ansia da rientro è considerata una vera e propria patologia. Si parla di “Sindrome da rientro al lavoro”, ed è una delle cause principali di ansia e stress. Recenti studi hanno infatti dimostrato che oltre 6 milioni di italiani (circa il 40%), di età compresa tra i 25 e i 45 anni, è affetto da questa patologia.

L’ansia da rientro si configura – a livello fisiologico – come la risposta neuroendocrina del sistema nervoso al cervello che ha stabilito di trovarsi in una situazione di pericolo. Questa provoca una serie di reazioni a cascata che si manifestano soprattutto a livello fisico non solo con nervosismo, ma anche, nei casi più estremi, tachicardia e tensione muscolare. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, la sindrome si presenta con irritabilità, insonnia, ansia e talvolta leggera depressione.  Questi sintomi si presentano ancor prima che le ferie siano finite e sono destinati a scomparire entro una decina di giorni dall’effettivo rientro in città.

La tristezza per le vacanze finite si ripercuote sul fisico comportando anche l’astenia, cioè il calo dell’attenzione: questa si presenta soprattutto nei primi giorni di lavoro, quando la mente non si è ancora riadattata alle abitudini quotidiane e il corpo impiega più tempo a carburare.

Accanto a questo primo sintomo, rientrano nella sindrome da rientro al lavoro anche mal di testa, sbalzi d’umore e scarsa energia. Tali sensazioni spiacevoli, fortunatamente, tendono a scomparire in breve tempo, quando l’organismo comincia a “riabituarsi” ai ritmi e alle responsabilità della vita quotidiana.

Come evitare l’ansia da rientro

Per evitare di essere colpiti dalla sindrome da rientro e di avere un ritorno al lavoro eccessivamente “traumatico”, è opportuno seguire una serie di accorgimenti: in questo modo, il nostro organismo riprenderà le sue solite mansioni senza shock eccessivi.

Anzitutto, sul finire delle vacanze, cominciate a riprendere le vostre vecchie abitudini: dovreste, insomma, diminuire gli eccessi estivi, come andare a dormire tardi e mangiare ad orari non canonici (per esempio, fare colazione a mezzogiorno o cenare a notte inoltrata). Rintroducendo progressivamente la routine cittadina, il corpo riprenderà le proprie abitudini, ripristinando il normale ciclo sonno-veglia. In particolare risulta fondamentale riuscire a riposare in maniera corretta e per un numero adeguato di ore tali da permettere all’organismo di “settarsi” nuovamente sui nuovi ritmi.

Un secondo suggerimento è quello di riprendere in maniera graduale le attività che avete svolto prima delle ferie, come ad esempio la palestra o le attività sportive preferite. È inoltre fondamentale non farsi sopraffare dalla mole di lavoro che accoglierà dopo le ferie: cominciate quindi ponendovi piccoli obiettivi giornalieri e concedendovi le ore di riposo necessarie in questa fase di riadattamento al termine della quale potrete dedicare le vostre energie e attenzioni a progetti più impegnativi.

Infine, organizzate delle uscite con amici o brevi weekend fuori porta per distrarvi e per vivere il ritorno alla routine con uno spirito più positivo e spensierato. Saranno sufficienti poche uscite settimanali per rendere più leggera la vita di tutti i giorni e strappare qualche sorriso in più.

Post ferie: abitudini alimentari

Un aspetto fondamentale e da non sottovalutare poiché può influire notevolmente sulla sindrome da rientro al lavoro è l’alimentazione.

La tristezza per aver ripreso la vita monotona di tutti i giorni può indurre a ricercare  nel cibo una fonte di consolazione, soprattutto consumando quegli alimenti (come cioccolata, merendine e tutto il “cibo spazzatura”) che svolgono un effetto benefico per la mente ma, naturalmente, non per il corpo. Per questo motivo, se seguirete un’alimentazione sana con una dieta salutare e rigenerante, risulterà meno difficile tornare alla normalità.

In particolare è fortemente consigliato dai nutrizionisti mangiare non solo frutta di stagione, fonte inesauribile di vitamine, ma anche tutti quei cibi ricchi di potassio e magnesio, perfetti per rigenerarvi e per eliminare quel senso di spossatezza e di stanchezza che si avverte soprattutto nei primi giorni dal rientro delle vacanze. Al contempo è importante evitare i cosiddetti “cibi eccitanti”, come i carboidrati raffinati, zucchero e caffè: questi, nonostante possano sembrare di aiuto, aumentano la sensazione di ansia e di stress.

Inoltre è auspicabile abbinare ad una dieta sana l’attività fisica. Infatti, per sconfiggere l’ansia da rientro al lavoro, non c’è niente di meglio che fare sport: il movimento stimola tutto il metabolismo e favorisce l’eliminazione di tossine e di grassi in eccesso. Se praticate già uno sport o una palestra in maniera assidua potreste prendere in considerazione la possibilità di aumentare le sessioni d’allenamento; al contrario se non pratichi ancora nessuna attività specifica, puoi limitarti a compiere lunghe camminate o qualche sessione di jogging.

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