Sonno REM e le 5 Fasi del Sonno

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Sonno REM e Fasi del Sonno

sonno REM, cicli notturniGli essere umani trascorrono diverse ore della loro vita dormendo: questo momentaneo stato di incoscienza e apparente quiete – infatti – risulta fondamentale per il riposo del corpo, per la memoria e per il benessere psicologico. Al fine di affrontare le ore diurne con la giusta energia è importante dedicare diverse ore al riposo: riuscire a mantenere la concentrazione durante il giorno o sentirsi in forma deriva essenzialmente dalla quantità e della qualità del sonno.

Le nostre giornate sono scandite dai ritmi circadiani, ovvero i ritmi di sonno-veglia: è essenziale rispettare i tempi di riposo e quelli della veglia in quanto ognuno è associato a diverse funzioni biologiche.

Il sonno non è un processo fisiologico lineare, bensì periodico: durante le ore di riposo, infatti, si alternano diverse fasi del sonno – sonno REM e sonno non-REM – ogni 90-120 minuti circa che determinano livelli di rilassamento e sonno più o meno intensi.

Sonno REM, dove si colloca

Il sonno è caratterizzato da fasi REM, il cui significato è “rapid eye movement” e fasi non-REM: movimenti oculari, attività cerebrale intensa e paralisi muscolare caratterizzano le prime, mentre le fasi non-REM si contraddistinguono per rilassamento della muscolatura, frequenza cardiaca lenta e livelli di sonno più o meno profondi.

Misurazioni psicofisiologiche effettuate tramite EEG – elettroencefalogramma – hanno evidenziato l’esistenza di 5 fasi del sonno caratterizzate da diverse attività delle onde cerebrali. In particolare, le prime 4 fasi di sonno non-REM si alternano con la fase REM del sonno:

  • Stadio 1 – Addormentamento: in questa fase si verifica il passaggio graduale dalla veglia al sonno in cui i muscoli iniziano a rilassarsi, il battito cardiaco rallenta, si abbassa la temperatura corporea e l’attività cerebrale diminuisce. Può capitare di avere la sensazione di cadere nel vuoto: il corpo reagisce attraverso una contrazione muscolare. Lo stadio di addormentamento dura, in genere, 10 minuti ma il tempo necessario affinché ogni persona si addormenti dipende da caratteristiche psicofisiologiche.
  • Stadio 2 – Sonno leggero: rappresenta la fase intermedia tra l’addormentamento e il sonno profondo: i muscoli diventano sempre più rilassati e la frequenza cardiaca rallenta progressivamente. Il soggetto è in dormiveglia e si sta addormentando. L’EEG mostra onde cerebrali molto simili a quelle visibili durante la veglia.
  • Stadio 3 – Sonno profondo: il sonno profondo rappresenta lo stadio in cui si è addormentati e, per questo, non si verificano movimenti oculari né attività cerebrali, i livelli metabolici sono lenti e il corpo è completamente rilassato. Questa fase dura circa 10 minuti.
  • Stadio 4 – Sonno profondo effettivo: con un abbassamento ulteriore della temperatura corporea, respiro e battito cardiaco lento si entra nella fase del rilassamento più profondo, legato al sonno senza sogni e alla mente inconscia; in questa fase il sonno è pesante, i muscoli completamente rilassati, gli occhi iniziano lentamente a muoversi in maniera irregolare sotto le palpebre e il corpo si prepara alla fase successiva, quella del sonno REM.
  • Stadio 5 – Sonno paradosso: il sonno paradosso corrisponde alla fase REM durante la quale si verificano rapidi movimenti oculari, aumento del flusso sanguigno e dell’attività cerebrale che caratterizzano lo stadio del sonno associata ai sogni, ovvero quella di cui è più facile e frequente ricordare cosa si sogna. Le onde cerebrali evidenziate dall’EEG mostrano la presenza di un cervello attivo come durante la veglia; al contrario, la muscolatura subisce una sorta di paralisi: braccia e gambe si irrigidiscono nonostante la corteccia motoria sia attiva. Il sonno REM si verifica a 90-120 minuti dall’addormentamento: inizialmente dura poco tempo, ma poi aumenta progressivamente durante le ore di riposo.

I 5 stadi del sonno si alternano durante tutta la notte: infatti, dopo la fase del sonno paradosso – fase in cui viene completato un ciclo di sonno dalla durata di 90-100 minuti –  i soggetti percorrono nuovamente le fasi precedenti a ritroso, ripetendo ogni ciclo di sonno 4-5 volte a notte.

Perché il sonno REM è importante

Le fasi del sonno REM rivestono una funzione importante non solo a livello fisico, ma anche mentale. Oltre a consentire un opportuno riposo per l’organismo, il sonno REM è strettamente legato al ristoro cerebrale e alla maturazione corticale che permettono di svolgere diverse attività mentali.

Inoltre, durante questa fase si verifica un incremento della sintesi proteica che, essendo il processo alla base dell’elaborazione delle informazioni, è implicata nella memorizzazione e nel consolidamento dei ricordi. A questo proposito. uno studio condotto presso l’Università della California a San Diego ha messo in evidenza il rapporto tra sonno REM e problem solving: sembra, infatti, che attività che richiedono la capacità di risolvere problemi in maniera creativa vengano efficacemente svolte da persone che hanno attraversato, durante il riposo, la fase REM.

Cosa succede durante il sonno REM?

L’acronimo REM indica la presenza, durante queste fasi del sonno, di rapidi movimenti degli occhi che si verificano sotto le palpebre. Noto con il nome di “sonno paradosso”, infatti, questo stadio è caratterizzato da un’intensa attività cerebrale e metabolica che mantiene il cervello sveglio: è questo il momento in cui si sogna e ci si ricorda dei sogni in maniera vivida.

Mentre l’EEG mostra un’evidente attività della corteccia cerebrale, il sistema muscolare di ogni soggetto va incontro a paralisi: il corpo è completamente rigido e immobile, nonostante la corteccia deputata ai movimenti sia vigile come quando si è svegli. In particolare, è stato evidenziato da uno studio – condotto presso l’ospedale Niguarda di Milano – che questo particolare fenomeno avviene quando gli occhi si muovono molto velocemente e quando si sogna.

Perché non interrompere la fase REM del sonno?

Il sonno REM è stato oggetto di numerosi studi: controverso e allo stesso tempo importante per ciascun individuo, è stato dimostrato che non solo l’immagazzinamento ma anche il consolidamento dei ricordi è strettamente legato a questa fase.

Infatti, proprio durante il sonno paradosso, il nostro cervello elabora gli stimoli immagazzinati durante la giornata, rafforzando la memoria. Proprio per questo motivo, non bisogna interrompere la fase REM: svegliarsi durante questo particolare e intenso stadio del sonno interferisce negativamente con la formazione dei ricordi.

La qualità del sonno è il prerequisito principale per un corretto riposo durante la notte: ecco che diventa fondamentale dormire su un supporto confortevole su cui potersi rilassare in modo da eliminare il rischio di svegliarsi e interrompere una fase così importante come quella del sonno REM.