Il Sonno: credenze e falsi miti da sfatare

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Credenze e miti da sfatare sul sonno

nuvole oniriche

Il sonno è un evento naturale e fisiologico che ha sempre affascinato gli uomini, tanto che – fin dai tempi più antichi – veniva studiato e avvolto da miti e leggende. Basti pensare che i Greci attribuivano l’addormentamento a una divinità – Morfeo – che coglieva gli uomini e li portava con sé nel mondo dei sogni. Nel corso del tempo, si sono poi creati una serie di credenze e miti (da sfatare!) sul sonno, affinché non compromettano realmente la qualità del sonno.

Il cervello è spento quando dormiamo

Il primo mito da sfatare sul sonno è che il cervello, durante le ore di sonno notturno, non sia attivo. Infatti, è stato confermato da numerosi studi che sono proprio le ore in cui il corpo riposa quelle in cui l’encefalo svolge un’attività importantissima – vale a dire l’elaborazione dei ricordi. La cosiddetta fase REM, dunque, è caratterizzata da un’intensa attività cerebrale che può prevedere anche il movimento degli occhi.

Inoltre, recenti studi, hanno confermato come il cervello possa percepire determinati tipi di stimoli che si verificano intorno alla persona durante le ore di sonno. In base ai dati raccolti, infatti, l’encefalo sarebbe in grado di “ascoltare” quello che ci accade intorno anche durante le ore di sonno, a patto che non ci si trovi nella fase di sonno profondo.

Andiamo a dormire più tardi di un tempo

Un altro luogo comune sul sonno è che, al giorno d’oggi, si vada a dormire più tardi rispetto a quanto non accadesse in passato. Tra gli elementi che contribuirebbero a questa “malsana abitudine” ci sarebbero i dispositivi elettronici e la televisione che, in quanto fonti di distrazione, ci porterebbero nelle braccia di Morfeo più tardi.

Tuttavia anche questa si rivela essere una credenza sbagliata: un’indagine pubblicata su Journal of Neuroscience ha confermato come, in realtà, la tendenza ad andare a letto tardi sia quasi connaturata negli esseri umani. Oltre al risultato di questa analisi, è però opportuno sottolineare come non si debba confondere l’orario di addormentamento con la qualità del sonno.

Non dormiamo abbastanza

Credere di essere in costante carenza di sonno è una convinzione tipica dell’età moderna e spesso ingiustificata. Infatti, come sostengono numerosi studiosi, il numero di ore di sonno consigliate sono 8 per gli adulti, mentre gli adolescenti ne necessitano fino a 10.

A confermare questo fatto, ci sono numerose indagini che sottolineano come chi dorme senza luce elettrica, in fondo, non dorma più ore di chi invece ne dispone. Anche in questo caso, però, bisogna ricordare come la presenza di smartphone nei pressi del letto e soprattutto il suo utilizzo intensivo nelle ore che precede il sonno possa causare importanti ritardi nell’addormentamento.

Chi dorme bene non si muove

Chi dorme bene, non si muove: ecco un altro dei falsi miti sul sonno che bisogna superare. Infatti, i movimenti durante le ore di sonno sono estremamente soggettivi e frutto spesso di abitudini e attitudini caratteriali.

Inoltre, compiere piccoli movimenti durante il sonno, in particolar modo quando si sogna, è del tutto normale e caratteristico della fase REM che, non casualmente, è l’acronimo di Rapid Eye Movement. Infine, il sonnambulismo – quella particolare condizione per cui alcuni uomini e donne si alzano e camminano per la casa durante il sonno – non è sinonimo di cattiva qualità del sonno.

L’alcool concilia il sonno

Tra le credenze sul sonno, questa è forse la più dannosa: infatti, l’alcool non concilia il sonno ma intorpidisce il cervello causando sonnolenza. C’è quindi una differenza sostanziale tra addormentarsi in maniera naturale o dopo aver ecceduto con gli alcolici in quanto la qualità del sonno nel primo caso sarà ottimale, mentre nel secondo può portare non solo al sonno agitato ma anche ad un risveglio con forte mal di testa.

Russare non fa male

Un altro falso mito da sfatare riguardo il sonno è che russare sia un’attività innocua. Anche se, in molti casi, questo problema non sottende un disturbo della salute alla base, tuttavia è opportuno consultare un medico per scongiurare la presenza di patologie.

Infatti, non tutti sanno che russare può essere la spia di un malfunzionamento delle vie respiratorie che porta ad apnee notturne, particolarmente pericolose nei bambini piccoli. Tuttavia, si può risolvere facilmente questo inconveniente non solo ricorrendo a una visita medica specialistica, ma anche sostituendo il proprio cuscino che potrebbe portare ad un cospicuo miglioramento della situazione. Se devi diminuire il “russamento”, esistono in commercio dei cuscini proprio con questa funzionalità, come il cuscino Tempur Millennium, con bordo rialzato per tenere delicatamente sollevata la testa.

Scopri i consigli e i metodi per non russare la notte.

Guardare la TV facilita l’addormentamento

Addormentarsi con la televisione accesa, con il computer sulle gambe o mentre si guarda il proprio smartphone è un’abitudine malsana e che sottende un falso mito sul sonno che occorre eliminare. Infatti, non è vero che questi dispositivi elettronici siano funzionali all’addormentamento, anzi ne sono un deterrente.

In particolare, bisogna evitare di esporsi alle onde elettromagnetiche emesse da cellulari e televisori nelle due ore che precedono il sonno, sostituendo queste attività con la lettura di un buon libro o una chiacchierata con uno dei membri della propria famiglia. I bambini, infine, sono oltremodo sensibili a questo genere di problematica che può essere risolta sostituendo il tablet con una fiaba della buonanotte.

Se non sai cosa leggere prima di andare a dormire, ecco alcuni dei nostri suggerimenti di libri da tenere sul comodino per adulti e bambini: